Roma è una gran città. Basta che ti butti dentro i vicoli dietro corso Vittorio e ti sembra che stai cent'anni, duecent'anni indietro col tempo. Io poi in rione Ponti ci sono nato, lo sento dentro.
Ci sono tornato l'altra sera che c'era un caldo incredibile per essere a Novembre. Una serata così calma che nemmeno le squadracce di ragazzetti davano troppo fastidio.
La piazzetta della pace, vicolo del fico, il chiostro del Bramante e poi giù fino a tor Millina; tanti ricordi di bevute notturne quand'ero anche io un ragazzetto e in cerca di guai.
C'è quel palazzo lì tutto coperto di rampicanti fino al tetto. Una bellezza anche a guardarlo da fuori. Mi sono detto: ecco questo è un bel posto per pisciare! E mentre mi svuotavo pensavo adesso ti prendo un ciccetto, edera, e ti pianto anche a casa mia. Magari viene tutto il muro verde anche da me. Poi mi sono accorto che da un buco nel muro usciva tutta una piantina di trifogli. Mi sono messo a cercare se trovavo anche un quadrifoglio, ma niente.
Io l'unico quadrifoglio l'ho trovato a Cork, quella volta che ci fermammo per due settimane in Irlanda. Un quadrifoglio d'oro che avevo regalato a quella ragazza -mi ricordo ancora il nome- Joanne. Una testa piena di ricci e due gambe da paura! Eh, io con Joanne ci sono stato tutta la franchigia a letto con una bella scorta di whiskey a portata di mano. Poi non ho mai più trovato quadrifogli. Chissà se lei ce l'ha ancora. Sono passati trent'anni. Chissà se c'è ancora Cork!
Certo che sarebbe forte trovare un sistema per far crescere solo quadrifogli dalle piante. La gente pagherebbe chissà quanto per avere fortuna. Mentre pensavo appoggiato ancora al muro, ha cominciato a piovere. A gocciolare dalle grondaie sfondate. M'è sembrato tutto molto giusto.
Sono tornato a casa, attento a non slittare sulle ruote lisce del motorino, e qui mi sono messo a cercare nei vasi e nel giardino, ma c'era solo stupida erba.
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